1813: alle Roncole nasceva Giuseppe Verdi, a Lipsia si affacciava al mondo Richard Wagner.

Non importa chi voi preferiate dei nostri due grandi maestri, sappiate che, nonostante il loro formale antagonismo, ebbero reciproca stima. Noi ne sottolineeremo le differenze e le somiglianze.

Entrambi ebbero il sostegno di un mecenate che credeva in loro: Antonio Barezzi per Verdi, Otto Wesendonck per Wagner; Verdi sposò la figlia di Barezzi, Margherita, Wagner invece si innamorò della moglie di Otto, Mathilde.

Verdi, divenne la voce dei moti risorgimentali (W V.E.R.D.I.); fu lui che consegnò al Re Vittorio Emanuele II, a Torino nel 1859, insieme ad altri notabili, i risultati del Plebiscito di annessione al Piemonte da parte delle province emiliane; Wagner venne spesso collegato all’ideologia nazista: Adolf Hitler fu infatti un suo grande ammiratore, e considerò il Parsifal come uno dei fondamenti del Nazismo.

Mentre Giuseppe Verdi, nei suoi scritti, commentava l’opera di Wagner, anche disprezzandola (riferendosi al Lohengrin “non voglio essere lohengrinato […] piuttosto il fuoco”), Wagner non lo citò mai.

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