Anche oggi possiamo “assistere” quasi in diretta agli ultimi giorni terreni del Maestro. Bollettini medici e comunicati stampa che si rincorrono freneticamente per aggiornare i numerosissimi ammiratori di Verdi, i bozzetti di Hohenstein e il calco del suo viso e della sua mano, realizzati dallo scultore Luigi Secchi, che lo immortalano nel momento estremo, rendendo infinito il suo eterno respiro.

Diede una voce alle speranze e ai lutti. Pianse ed amò per tutti” con questi versi lo consacrò per sempre il Vate D’Annunzio.

Queste commoventi memorie si possono ancora vedere nelle ordinate teche di Casa Barezzi, che ne custodiscono vivo il ricordo, il talento, la vita.

Il grande affetto e curiosità nei confronti di questo grande personaggio è testimoniato da numerosi episodi. Nel Bollettino Medico esposto al pubblico nella Città di Busseto, datato 22 gennaio 1901 possiamo leggere: “Presso il Municipio si aprirà un album per raccogliere firme in attestazione di affetto e di interessamento per l’Illustre Infermo”. Addirittura, durante la solenne traslazione a Milano, si racconta che uno dei tantissimi astanti, arrampicato sugli alberi per meglio vedere il passaggio del carro funebre, cadde e morì confuso nella folla, sulla strada cosparsa di petali di rosa bianca in omaggio del Maestro. Molto vividi ed impressionanti, quasi un reportage, i bozzetti, in sequenza, con tanto di giorni ed ore, dell’artista Adolfo Hohenstein, che ritrae il viso dolente di Verdi (conservati al Museo Teatrale alla Scala, Milano).

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