Ogni opera di Verdi nasconde molte storie, a volte estremamente interessanti.

Un caso particolarmente significativo è quello della sua ultima opera: il Falstaff.

Secondo alcuni recenti studi condotti dal Conservatorio di Parma, sembra infatti che il Maestro abbia firmato tra le note dell’opera considerata il suo testamento spirituale la propria appartenenza alla massoneria.

A far propendere verso questa tesi è il ricorso a 13 battute quando invece ne sarebbe bastata una in meno a rappresentare i rintocchi delle campane. Del resto il numero 12 sarebbe anche stato più ricco di significati come per esempio i mesi dell’anno, gli spigoli di un cubo, gli apostoli.

La scelta di evitare una chiusura simmetrica e di optare invece per un espediente più ardito è stata soltanto un trucco per colpire l’audience oppure un messaggio nascosto?

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