Di Paola Brianti:

Rigoletto in un tweet: Gli uomini non cambiano. No, non è Mia Martini. È la trama di #Rigoletto, #Verdi.

Rigoletto

Gran party al palazzo del Duca di Mantova, canaglia d’un latin lover, che fa lo splendido con la figlia di un conte spalleggiato da Rigoletto, buffone di corte.

Il conte non regge l’affronto e maledice tutti, ma di più il buffone. Che trema, si sa mai che la maledizione attacchi: lui a casa nasconde la figlia Gilda, così corre a vedere come sta (attenzione: l’aria Veglia, o donna, questo fiore è nella nostra top ten verdiana) e le dice di non uscire, di nascondersi bene che c’è molta gentaglia in giro. Appena se ne va, il Duca entra in giardino e amoreggia cinico con la donzella.

Già andrebbe male, ma peggiora: i cortigiani del Duca credono che Gilda sia l’amante segreta di Rigoletto e decidono di rapirla per fare uno scherzo al buffone. Non solo: lo bendano e si fanno aiutare nel ratto proprio da lui, che crede si stia andando a far baracca a casa d’altri.

Gilda, rapita, è portata dal Duca, che pare quasi innamorarsi. Quasi. Quando Rigoletto la vede lei ammette: è successo l’irreparabile.

Furibondo assolda Sparafucile (con quel nome può essere solo un killer e infatti lo è) per far fuori il farabutto in una locanda. Ma le cose precipitano, ancora: Sparafucile ha una sorella assunta proprio alla bettola che s’invaghisce del Duca. Gli chiede dunque di non ammazzarlo, per carità, e i due si accordano per far fuori il primo che busserà alla porta. Gilda è lì nascosta, sente tutto, si veste da uomo e sì, bussa. Quando Sparafucile consegna a Rigoletto il sacco col morto, si sente il Duca cantar “La donna è mobile”. Nessun colpo di scena: nel sacco c’è Gilda, peggio di così solo il diluvio.

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