Di Stefano Bianchi (AIDA – Club dei 27)

Tutti gli appassionati di musica lirica, discutono tra loro su quali sia l’opera più bella che Verdi abbia scritto: e qui la verità non l’ha in tasca nessuno, nel senso che ci sono opere preferibili rispetto ad altre, ma nessuna può essere definita in assoluto la migliore, anche perché ciascuno di noi può preferirne una, che sarà sicuramente diversa da quella più cara ad un altro.

Ma per il Maestro Verdi non vi sono dubbi: infatti ci ha lasciato detto quella che per lui è stata “l’opera mia più bella”.

Stiamo parlando della Casa di riposo per musicisti fatta costruire da Verdi a Milano, e destinata ad accogliere anziani musicisti che si trovassero soli ed in condizioni di bisogno.

Per assicurare una sopravvivenza a quest’opera benefica, nel testamento destinò ad essa i diritti d’autore, in Italia e nel mondo, di tutte le sue opere.

La Casa di riposo per musicisti “Giuseppe Verdi” è tuttora attiva e funzionante, e si trova in Piazza Michelangelo Buonarroti a Milano. Per espresso desiderio del Maestro, nella cripta della Cappella sono ospitate le sue spoglie e quelle della moglie Giuseppina Strepponi, a cui è possibile rendere omaggio.

Nella casa è pure custodita la spinetta sulla quale il piccolo Peppino imparò a suonare le prime note musicali, e che fu riparata gratuitamente dall’accordatore, che si accontentò della soddisfazione di aver constatato la buona attitudine a suonare musica del giovane ragazzo (il fatto è testimoniato dal bigliettino lasciato all’interno dello strumento).

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