Di Paola Brianti:

Traviata in un tweet: Tipo Pretty woman, ma #Traviata muore. Però c’è la musica di Verdi che è meglio di quella di Roy Orbison.

Traviata

Prima di Julia Roberts, a fare Pretty woman c’era Violetta. Partecipava a parecchie feste ed esercitava un lavoro piuttosto antico. Un giorno conosce Alfredo, di onorata famiglia e innamorato di lei. Durante un brindisi, la bella tossisce forte (triste presagio, credete), Alfredo la sorregge e intanto che c’è le confessa il proprio amore. Amore? Lei prima scherza, poi ci pensa, poi molla l’idea: sempre libera, meglio così.

E invece colpo di scena: i due innamorati ora vivono insieme, fuori Parigi. Lieto fine? No. Uno: non hanno soldi. Due: arriva il suocero Germont che la trova sola e le intima di mollare il figlio, perché un’unione così peccaminosa sta facendo saltare il matrimonio della sorella di Alfredo. Violetta capisce (ah, le donne), lascia l’amato e torna a Parigi. Lui, istigato dal padre, si convince che lei abbia un altro e in effetti a una festa la incontra col nuovo amante: inevitabile la rissa con oltraggioso lancio di soldi ai piedi di Violetta.

Colpo di scena, ancora: lei a letto, morente. Germont alla fine si è riabilitato e ha spiegato ad Alfredo che Violetta lo ama. Lui sta tornando da lei, eccolo: la abbraccia, fanno progetti per il futuro, ma arriva la morte (in quanto a tragicità seconda sola a quella di Gilda, Rigoletto).

 

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