Edificata nel XV secolo sui ruderi di una chiesa pre-esistente, la Collegiata possiede al suo interno un tesoro costituito da paramenti sontuosi, argenterie e numerosi oggetti di pregio, ed è per questo una delle chiese più ricche del paese.

Questo magnifico edificio quattrocentesco, decorato esternamente in stile lombardo con pregiate terre cotte e restaurato internamente in gusto settecentesco, oltre ad essere un pregiato scrigno per diverse opere d’arte rappresentò una importante tappa per la formazione artistica di Giuseppe Verdi.

Pare infatti che alla morte del maestro di cappella Ferdinando Provesi, il giovane Verdi tornò da Milano a Busseto, interrompendo gli studi, per prendere il ruolo del suo vecchio maestro.

Il titolo però fu proditoriamente affidato a Giovanni Ferrari di Guastalla e Verdi ne rimase molto deluso.

È suggestivo attraversare le navate e pensare al clamore che aveva suscitato la cosa nella piccola, grande comunità bussetana. Il paese si era diviso tra i pro e i contro Verdi, capitanati dal suo mentore Barezzi e da tutti i membri della filarmonica bussetana.

Nella terra dove Guareschi scrisse le gesta di Don Camillo e del rivale Peppone, era già tradizione dividersi in schieramenti e partigianerie… per una ragione o per l’altra… la storia si ripete sempre.

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Monumenti
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